L’Acqua minerale naturale per essere considerata tale deve:

  • avere una provenienza sotterranea
  • sgorgare da falde protette
  • essere MICROBIOLOGICAMENTE PURA ALLA SORGENTE
  • essere riconosciuta dal Ministero della Salute e controllata continuamente dalle autorità competenti
  • essere distribuita sul mercato in bottiglie sigillate e microbiologicamente garantite
  • essere obbligatoriamente tracciabile tramite lotti e controllata all’origine tutta la filiera.

Le Altre Acque, comprese quelle della rete pubblica, sono di varia provenienza, anche superficiale, e vengono trattate con filtrazione a carboni od altro, per essere successivamente potabilizzate con sanificanti, come ipoclorito di sodio (CLORO) e/o OZONO.

In Italia purtroppo la rete idrica pubblica soffre di un limitato tasso di investimento, pari a € 40,00 per abitante all’anno (rispetto a una media europea di 100 Euro), le infrastrutture idriche sono obsolete e inefficienti (circa il 60% della rete idrica nazionale ha più di 30 anni e il 25% ha più di 50 anni) ed il 47,6% dell’acqua prelevata per uso potabile viene dispersa (42% solo nelle reti di distribuzione, 10 punti percentuali in più di 10 anni fa, rispetto al 23% della media europea).

L’Italia ha una imperdibile opportunità di rilancio e rinnovo della propria rete idrica attraverso i fondi Next Generation EU, che prevedono nel Recovery Fund un investimento senza precedenti, per creare un sistema di gestione delle acque più smart e sostenibile, puntando sul riciclo e riuso. Di fondamentale importanza saranno le campagne informative, in quanto la transizione passerà necessariamente attraverso l’educazione dei cittadini.

L’Acqua Minerale Naturale quindi non deve essere vista in contrapposizione con le Acque di Rete in quanto la prima è destinata al consumo umano sicuro e gradevole mentre le seconde hanno una moltitudine di funzioni.

Non si può quindi paragonare  la provenienza e la sua purezza all’utilizzo finale. Devono essere considerate ed utilizzate in modo diverso.